Partire con proxxx richiede minuti, non pomeriggi:
- installa: Homebrew (
brew install fabriziosalmi/proxxx/proxxx) su macOS e Linux, o i binari statici dalle release – musl, senza dipendenze, girano da Alpine a RHEL fino al Raspberry. Nessun agente da mettere sul cluster: parla REST con PVE/PBS e SSH per il resto - collega: il wizard iniziale chiede endpoint e token API (permessi minimi, non root); con più cluster, i profili (
--profile lab,--profile prod) tengono le identità separate - primi comandi:
proxxx describestampa l'intero cluster in una schermata – nodi, guest, storage – ed è già metà del valore; la TUI per l'uso interattivo,--format jsonquando lo script sei tu: output deterministico ed exit code tipizzati fatti per le pipeline - quando fa sul serio: il risk gate pre-flight classifica le operazioni pericolose e il gate HITL via Telegram chiede conferma umana prima di toccare la produzione; ogni azione finisce nell'audit log con catena HMAC (
proxxx audit verifyper dimostrarne l'integrità) - bonus AI: il server MCP integrato (25 tool a registro fisso) collega Claude o Cursor al cluster con gli stessi guardrail
Documentazione completa, quickstart homelab incluso.