La guida rapida per mettere al lavoro LXC AutoScale:
- installazione: via Docker (la via pulita, anche in modalità API-only non-root) o con lo script di installazione direttamente sull'host Proxmox – servono PVE 7.x/8.x, Python 3.9+ e container già esistenti
- backend: scegli tra comandi
pctlocali/SSH o la REST API di Proxmox (consigliata: token dedicato con permessi minimi, niente root remoto). La configurazione è Pydantic-validata, con i segreti via${ENV_VAR}– mai in chiaro nel file - soglie: parti dai default (scala su CPU/memoria oltre le soglie, con riserve sull'host che impediscono l'over-allocation), poi raffina con i tier – gruppi di container con politiche proprie: aggressivo per i servizi web, conservativo per i database,
ignore_lxcper ciò che non va toccato - le chicche da attivare dopo: boost/revert (risorse temporanee che rientrano da sole), scheduling off-peak per la notte, notifiche (SMTP, Gotify, Uptime Kuma) e il core pinning P/E-core sulle CPU Intel ibride
Osservalo lavorare nel log JSON delle metriche prima di fidarti in produzione: un giorno di decisioni loggate dice tutto.