Il BPM (battiti al minuto) è la velocità di un brano, ed è anche la carta d'identità dei generi: house intorno a 120-128, techno 130-150, drum'n'bass ~174, e la free tekno che vive volentieri sopra i 180.
Il beatmatching è l'arte di far coincidere i battiti di due tracce: si porta la traccia in arrivo allo stesso BPM col pitch fader, si fa partire a tempo, e si corregge al volo con piccole spinte al piatto o al jog (nudge). Orecchio in cuffia su una traccia, sala sull'altra: è la ginnastica che i DJ si allenano per anni – e che il tasto sync delle console moderne fa in un click, spostando la discussione sul cosa mixare invece che sul come (dibattito eterno, entrambi i campi hanno ragione).
Lato tecnico: il rilevamento automatico del BPM è un problema di analisi del segnale meno banale di quanto sembri – open-bpm lo affronta in Rust ad alta precisione, e dentro MIXI beatmatching e automix girano direttamente nel browser.