Un cluster Proxmox unisce più nodi in un'unica entità: gestione centralizzata da qualsiasi web UI, migrazione delle VM tra nodi, alta disponibilità. Sotto, corosync mantiene la configurazione replicata e decide chi è vivo.
Il quorum è la regola che previene lo split brain: il cluster agisce solo se la maggioranza dei nodi è d'accordo. Con 3 nodi ne può cadere 1; con 2 nodi la caduta di uno blocca l'altro – ed è il classico dolore dell'homelab. Soluzioni: un terzo nodo anche minuscolo, oppure un QDevice (un Raspberry o una VM esterna che fa da ago della bilancia). Regola d'oro: nodi in numero dispari, rete di corosync separata dal traffico dati, e mai pvecm expected 1 come abitudine – è l'ultima spiaggia, non un workaround.