Uno script Bash parte con lo shebang #!/usr/bin/env bash e, subito dopo, la cintura di sicurezza: set -euo pipefail (esci al primo errore, sulle variabili non definite e sui fallimenti in pipe).
Le basi che coprono il 90%: variabili nome="valore" (niente spazi attorno a =), sostituzione di comando $(comando), condizioni if [[ -f file ]], cicli for f in *.log. La regola d'oro: virgoletta sempre le variabili – "$var" – o gli spazi nei nomi file ti distruggeranno lo script.
Prima di eseguire, passa tutto in ShellCheck (shellcheck script.sh): trova gli errori classici meglio di una revisione umana. Poi pianifica con cron o i timer systemd. Quando lo script supera le ~100 righe o deve parlare JSON, è il momento di Python.