I cinque campi di cron, da sinistra: minuto, ora, giorno del mese, mese, giorno della settimana (0=domenica). Il trucco per leggerli: * = ogni, */5 = ogni 5, 1-5 = intervallo, 1,15 = elenco.
Gli esempi che coprono la vita reale:
0 3 * * *: ogni notte alle 3 (i backup, gli scrub: di notte, appunto)*/5 * * * *: ogni 5 minuti;0 9 * * 1-5: alle 9 nei giorni feriali@reboot: all'avvio;@daily: la scorciatoia leggibile
Si edita con crontab -e (per utente). Le trappole che fregano tutti: il PATH è minimo (usa percorsi assoluti nei comandi), il % va escapato, l'output non visto sparisce: redirigi in un log (>> /var/log/mio.log 2>&1) o scopri i fallimenti mesi dopo; e "giorno del mese" + "giorno della settimana" insieme fanno OR, non AND (sorpresa storica). Per i job che devono girare: systemd timer con Persistent=true recupera le esecuzioni perse a macchina spenta. Cron no.