Il flusso artigianale – ISO, installer, configurazione a mano – ha senso una volta sola. Poi si passa a template + cloud-init:
- scarichi l'immagine cloud ufficiale della distro (Debian/Ubuntu
.qcow2), la importi in una VM conqm importdisk - aggiungi il drive cloud-init, imposti utente, chiave SSH e rete, e converti la VM in template
- da lì, ogni nuova macchina è un clone che al primo avvio si configura da solo: hostname, IP, chiavi – pronta in un minuto
È il mattone dell'infrastruttura ripetibile: sopra ci si mette Terraform/OpenTofu (provider Proxmox) o Ansible e il provisioning diventa codice. E quando le VM così create diventano tante, proxmox-vm-autoscale tiene le loro risorse allineate al carico reale.