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Come si mette in sicurezza Kubernetes (Pod Security, namespace)?

Proxmox e self-hosting 2 min lettura Runbook verificato

Kubernetes è potente e insicuro per default – la configurazione permissiva iniziale va stretta a più livelli:

  • Pod Security Standards (PSS) – i tre profili (privileged, baseline, restricted) che limitano cosa un pod può fare: restricted vieta i container privilegiati, il root, gli host mount pericolosi. Vanno imposti, non lasciati aperti
  • Network Policy – di default in K8s ogni pod può parlare con ogni pod: le NetworkPolicy applicano la segmentazione (default-deny, poi apri il necessario) – fondamentale per contenere un pod compromesso
  • RBAC stretto sugli account di servizio (minimo privilegio: un pod non ha bisogno di poteri sul cluster), niente token montati dove non servono
  • immagini e runtime – le stesse regole della sicurezza dei container: immagini scansionate e pinnate, non-root, secret gestiti bene; e admission controller (OPA/Kyverno) come policy-as-code
  • isolamento del cariconamespace come confine base, e per multi-tenancy seria, runtime isolati (gVisor, Kata)

Il CIS Kubernetes Benchmark è la baseline di riferimento per verificare tutto. La verità pragmatica: K8s aggiunge enorme superficie di attacco e complessità – per un homelab o una PMI, spesso Docker Compose su una VM fa lo stesso lavoro con un decimo del rischio. K8s ha senso quando la scala lo giustifica davvero; adottarlo "perché è moderno" è aggiungere un intero dominio di sicurezza da presidiare.

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