I due numeri dell'audio digitale, senza mistica:
- il sample rate è quante fotografie al secondo si fanno dell'onda: per Nyquist, 44,1 kHz cattura tutto fino a ~22 kHz – oltre l'udito umano. 48 kHz è lo standard video/produzione moderno; 96/192 hanno senso in casi tecnici (sound design con pitch estremi), non per l'ascolto
- il bit depth è la precisione di ogni fotografia, cioè la gamma dinamica: 16 bit (CD) ≈ 96 dB, già oltre qualsiasi ambiente reale; 24 bit ≈ 144 dB e serve in registrazione – margine per non tosare i picchi senza alzare il rumore
La pratica: si lavora a 48 kHz / 24 bit, si consegna quel che chiede la piattaforma (lo streaming ricomprime comunque in lossy). L'"hi-res" per l'ascolto è in larga parte marketing: in doppio cieco non lo distingue quasi nessuno. Dove i bit contano davvero è il gain staging in studio – e l'anello debole resta sempre la stanza e i monitor, mai il numero sulla confezione.