La via pulita è una sola: HAOS in una VM – il sistema operativo ufficiale di Home Assistant, con supervisor, add-on e aggiornamenti dall'interfaccia. Le alternative sembrano furbe e si pagano: in LXC il supervised non è supportato (rotture a ogni aggiornamento), il container Docker puro rinuncia agli add-on.
La ricetta: scarica l'immagine qcow2 di HAOS, importala (qm importdisk) in una VM UEFI (OVMF) con 2 vCPU, 4 GB di RAM e VirtIO ovunque – o lascia fare allo script community (tteck/community-scripts), che prepara tutto in un minuto ed è ormai lo standard de facto dell'homelab.
I dettagli che fanno la differenza: la chiavetta Zigbee/Z-Wave passata per vendor ID (e con nome stabile via by-id); i backup di Proxmox più quelli interni di HA (proteggono cose diverse); e l'accesso da fuori via VPN/overlay, non con la porta aperta – la tua casa non è un servizio pubblico. Su un mini PC, HAOS più una manciata di container girano nel nulla.