Le domande giuste stanno su una pagina: dove sono i dati (UE? sub-fornitori?), c'è un DPA ex articolo 28 serio, certificazioni verificabili (ISO 27001, SOC 2 – chiedi il certificato, non la dicitura sul sito), backup e tempi di ripristino dichiarati, MFA e cifratura di default, e un impegno contrattuale sui tempi di notifica se il fornitore subisce un breach – perché verso il Garante il titolare resti tu. Per il gestionale in cloud del piccolo fornitore locale: fatti dare referenze, testa l'export dei dati prima di firmare (è la tua exit strategy), e diffida di chi non mette le risposte per iscritto. Un questionario di dieci domande inviato ogni anno vale più di cento clausole mai verificate. La versione strutturata per chi cresce: il TPRM.
Come si valuta la sicurezza di un fornitore software prima di firmare?
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