Per custodire chiavi crittografiche esistono due filosofie in tensione:
- Secure Element proprietario (i chip dietro TPM, HSM, la maggior parte delle YubiKey, i secure enclave dei telefoni): silicio indurito contro l'estrazione fisica, certificato (Common Criteria), collaudato da decenni di attacchi. Contro: è una scatola nera – ti fidi del produttore, il firmware non è ispezionabile, e la certificazione non è verifica indipendente
- firmware aperto (SoloKeys, Nitrokey su chip aperti, progetti come OpenTitan): puoi leggere e verificare cosa fa il chip, niente backdoor nascoste per fiducia cieca. Contro: la resistenza agli attacchi fisici sofisticati è in genere inferiore ai secure element blindati, e l'ecosistema è più giovane
È il classico trasparenza vs robustezza fisica, e la risposta dipende dal tuo modello di minaccia: temi un attaccante fisico con laboratorio → secure element certificato; temi una backdoor del fornitore e vuoi auditabilità → firmware aperto. Per la maggior parte delle persone il secure element di una YubiKey o del telefono è più che sufficiente; l'apertura conta per chi deve dimostrare l'assenza di trucchi – la stessa esigenza che guida i binari firmati e verificabili del software.