Quasi sempre è una di queste, in ordine di frequenza:
- autenticazione mancante o rotta: SPF, DKIM e DMARC sono il biglietto d'ingresso – Gmail e Outlook li richiedono, e un SPF che supera i 10 lookup DNS fallisce in silenzio
- reputazione dell'IP o del dominio: IP condiviso finito in blacklist (DomainMate controlla le RBL), dominio giovane che spedisce troppo e troppo presto
- infrastruttura sciatta: manca il reverse DNS (PTR) coerente, HELO sbagliato
- contenuto e comportamento: link accorciati, liste comprate, utenti che segnano spam – il segnale più tossico di tutti
Diagnosi rapida: manda una mail a un tester tipo mail-tester.com e leggi i report DMARC. E per la posta transazionale critica, un servizio dedicato con IP a reputazione gestita resta la scelta pragmatica.