Il confronto senza tifoserie:
- Cloudflare dà tanto, spesso gratis: DDoS assorbiti da una rete che non potrai mai replicare, CDN, WAF gestito, certificati, DNS veloce. Per un sito che può finire sotto attacco volumetrico, è difficile dire di no.
- il prezzo non è in euro: tutto il tuo traffico passa (e viene decifrato) da un'infrastruttura terza americana – sovranità e Schrems permettendo –, il lock-in cresce silenzioso (Workers, regole, DNS), e quando l'edge globale ha un problema, ce l'ha anche il tuo sito.
- il self-hosted restituisce controllo e riservatezza: reverse proxy con WAF tuoi (zion, Caddy + caddy-waf), regole aggiornate – al costo della manutenzione e senza lo scudo anti-DDoS planetario.
Via di mezzo legittima: Cloudflare solo dove serve davvero, resto in casa. E se decidi di uscire, flareover rende la migrazione deterministica invece che eroica.