Un principio cardine dell'agent security è che l'LLM non deve mai manipolare direttamente token API o password in chiaro nel prompt o nel tool output. L'architettura prevede un runtime mediator esterno: l'LLM invoca i tool passando parametri logici (es. destination: 'internal_crm'), mentre il runner della sandbox recupera i token a runtime da un Secret Vault (come HashiCorp Vault o vaultwarden) e li inietta come variabili d'ambiente temporanee a durata limitata o file in memoria (ramfs). I log di esecuzione e gli output restituiti all'LLM vengono sanitizzati tramite regex e filtri per mascherare qualsiasi chiave o credenziale prima del rientro nel contesto.
Come si gestisce l'iniezione dinamica di variabili d'ambiente e segreti temporanei nelle sandbox agentiche senza esporli all'LLM?
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