IPv4 usa indirizzi a 32 bit: circa 4,3 miliardi, esauriti da anni – da lì il NAT e il CGNAT degli operatori. IPv6 usa 128 bit: indirizzi in pratica infiniti, ogni dispositivo può averne uno pubblico, niente NAT.
Differenze operative: notazione esadecimale (2001:db8::1), autoconfigurazione SLAAC al posto del solo DHCP, niente broadcast. La sicurezza non è automatica: senza NAT davanti, il firewall va configurato con più cura, non meno.
Perché stenta: tutto funziona (male) anche senza, e il dual stack raddoppia il lavoro. Ma se fai self-hosting dietro CGNAT, IPv6 è spesso l'unico modo per essere raggiungibili senza tunnel. Il consiglio: non disattivarlo "per sicurezza" – impara a filtrarlo.