Con l'anycast, lo stesso indirizzo IP è annunciato via BGP da decine di datacenter contemporaneamente: la rete instrada ogni utente al nodo più "vicino" in termini di routing. È il motivo per cui 1.1.1.1 risponde in 5 ms da Milano e da Tokyo – non è un server, è centinaia che condividono l'identità.
Due superpoteri ne derivano:
- latenza: ognuno parla col nodo dietro l'angolo, senza geolocalizzazione esplicita – è il cuore di CDN e resolver pubblici
- assorbimento dei DDoS: un attacco da mille reti diverse si spalma naturalmente su tutta la rete anycast invece di concentrarsi su un bersaglio – ogni nodo riceve solo la fetta locale. È il motivo strutturale per cui l'anti-DDoS di Cloudflare non si replica in casa
Il limite: l'anycast ama i protocolli senza stato (DNS, HTTP dietro terminazione TLS); le connessioni lunghe richiedono accorgimenti, perché il routing può cambiare strada.