Zero Trust rovescia il modello del castello con il fossato: niente più "dentro la rete = fidato". Ogni richiesta viene verificata – identità, dispositivo, contesto – ogni volta, indipendentemente da dove arriva. Reso concreto da Google (BeyondCorp) dopo l'intrusione Aurora, oggi è la direzione di marcia anche per NIS2 e per chi lavora da remoto.
In pratica significa: autenticazione forte ovunque (MFA), minimo privilegio, segmentazione, accesso per-applicazione invece della VPN che apre tutta la rete, e log di ogni accesso. Non è un prodotto da comprare: è un'architettura – e la si può costruire self-hosted, un pezzo alla volta, partendo dal punto di uscita (secure-proxy-manager) e dai log (Wildbox).