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Come si cifrano i dati con VeraCrypt (e i volumi nascosti)?

Cybersecurity 2 min lettura Runbook verificato

VeraCrypt (erede di TrueCrypt) crea volumi cifrati: un file-contenitore, una partizione o un intero disco che, montato con la password, appare come una normale unità e, smontato, è un blob indistinguibile da dati casuali. Cifratura forte, multipiattaforma, open source e ampiamente auditato – lo standard per la cifratura di file portatili (una chiavetta USB con dentro documenti sensibili).

La funzione firma è il volume nascosto: dentro un volume cifrato se ne annida un secondo, la cui esistenza non è dimostrabile. Serve la plausible deniability – se sei costretto a rivelare una password, sveli il volume esterno (con dati-esca credibili) mentre quello nascosto resta invisibile e indimostrabile. Difesa contro la coercizione, non contro l'analisi tecnica ordinaria.

Distinzione importante da non confondere: VeraCrypt è per volumi/file specifici; per cifrare l'intero disco di sistema a riposo la scelta nativa è LUKS su Linux o BitLocker – protezione trasparente contro il furto del dispositivo. Regola trasversale: la cifratura vale quanto la passphrase e quanto la sicurezza dell'endpoint mentre il volume è montato – a volume aperto, i dati sono in chiaro per chi controlla la macchina.

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